La vocazione marittima dell’Italia

Il 70% della superficie della Terra è coperta da acqua e l’80% della popolazione mondiale è concentrata in una fascia distante meno di 200 km dalla costa; per tale ragione il mare rappresenta la via preferenziale da cui condurre le operazioni di proiezione di forza o più in generale, di capacità, non solo in operazione militari propriamente dette, ma anche d’intervento a sostegno alle popolazioni colpite da calamità naturali, da carestie, epidemie , etc..

Sul mare si sviluppano la gran parte delle attività produttive proprie dell’uomo: i trasporti lungo le linee di comunicazione marittime, il flusso di petrolio e gas, l’attività di pesca, lo sfruttamento delle risorse energetiche e minerarie individuate al di sotto dei fondali marini, etc..

L’Italia è fortemente dipendente dal mare per l’approvvigionamento di risorse energetiche e per lo scambio di prodotti finiti/materie prime. In ragione della sua posizione geografica, il Paese rappresenta un hub strategico per l’intera Europa.

 

La sicurezza delle linee di comunicazione marittime è essenziale per garantire lo scambio commerciale che dall’Italia transita in Europa e per sostenere l’industria di trasformazione del Paese. Qualunque tentativo di restringere le capacità di movimento dei vettori economici italiani in ogni parte del mondo, costituisce di fatto un attentato alla sicurezza/prosperità nazionale.

Particolare rilevanza assume ovviamente, per l’Italia, il bacino del Mediterraneo che, con appena l’1% della superficie acquea globale, è attraversato dal 20% del traffico marittimo mondiale che sale al 30% per quanto riguarda il petrolio, nonché al 65% delle altre risorse energetiche destinate all’Italia e agli altri Paesi europei. L’Italia è il primo paese in Europa per quantità di merci importate via mare; sempre via mare importa circa l’80% del petrolio necessario per il fabbisogno interno; con i suoi porti principali di Genova, Trieste , Venezia-Porto Marghera,  è inoltre il ponte naturale fra l’Oriente (tramite Suez) e l’Europa e con Gioia Tauro rappresenta (meglio dire potrebbe rappresentare qualora quest’ultimo venisse rilanciato) lo snodo ottimale per la ridistribuzione del traffico container, dalle grandi navi a quelle più piccole responsabili della ridistribuzione fra gli altri porti del Mediterraneo.

 

È quindi del tutto evidente come il mare sia un fattore essenziale per la prosperità dell’Italia, oltre che per la sua sicurezza. La protezione del complesso sistema produttivo e di trasporto marittimo delle linee di comunicazione marittima, oleodotti e gasdotti sottomarini, porti, interporti, centri nodali di smistamento, navi, piattaforme petrolifere · e l’investimento nella marittimità sono essenziali per lo sviluppo del Paese.